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RECENSIONI:

BLOW UP (marzo 2011) – Enrico Veronese (voto 8/10)

Dead Cat in a Bag, l'antidoto.
Se non mi andrà più di fare questo mestiere non sarà solo per i sopravvenuti impegni lavorativi, ma anche per la nulla volontà di ricevere dischi non richiesti, a fronte delle opere che si fanno desiderare veramente negli anni, come questa di cui vado a trattare. Già magnificai gli intenti dei torinesi Dead Cat in a Bag, ora Lost Bags dalla gestazione pluriennale è qui per Viceversa Records. Prodotto da Marcello Caudullo che mantiene bassa nella registrazione la voce roca di Luca Andriolo, l'album vede ospiti Liam McCahey (Cousteau), Cesare Basile e Massimo Ferrarotto (Feldmann), situandosi idealmente nella terra di tutti che ha avuto per cittadini i vari Waits, Tindersticks, Cohen, National, sullo sfondo Cave e Lanegan [...].
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BEAT MAGAZINE (marzo 2011) – Elisa Bellintani (voto 8/10)

"Lost Bags è una vera e propria colonna sonora di quel film intimo e cupo che si proietta nelle pieghe più nascoste del nostro Io, un viaggio attraverso panorami sonori che sono emozioni divenute note, distorte e fluide, vischiose e ricche di pathos. Tra violini, trombe, mandolini e balalaike si snoda un percorso folk-blues che lambisce le fredde steppe dell'Est fino al caldo torrido del Messico, accompagnati dal trovatore Luca Swanz Andriolo, che si rifà alla lezione di Tom Waits e Nick Cave e al carisma morboso di Mark Lanegan; in Lost Bags è il sottotesto, il non detto, che crea l'atmosfera notturna e che risveglia la nostra anima più ancestrale. Consigliato ai sognatori puri e oscuri."

 

ROCKERILLA (marzo 2011) – Roberto Mandolini (voto 7/10)

"In Italia sono germogliati bene i semi del blues deviato di Swans, Nick Cave e discendenze varie (Tindersticks e Calexico compresi). Non stupisce quindi ascoltare la padronanza con cui i Dead Cat in a Bag intrepretano il genere, con una cognizione di causa da fare invidia a ben più blasonati colleghi. Luca Andriolo ha una voce capace di entrare in risonanza con le basse frequenze dello stomaco, come un Tom Waits ancora innamorato de sabato notte. Tutto intorno un fiorire di chitarre acustiche, mandolini, armoniche, vibrafoni, organi, trombe e contrabbasso. Ospiti di lusso: Cesare Basile, Liam McCahey dei Cousteau, Massimo Ferrarotto (Feldmann) e Marcello Caudullo."

 

MAX (aprile 2011) – Massimo Cotto (voto 4/5)

"Erano un duo post folk, oggi sono un ensemble allargato che centrifuga Waits, Cohen, Lanegan, Tindersticks, chanson francese e teatro tedesco, tex-mex e Balcani. Cantano sogni zingari senza mai essere pretenziosi. Questo è uno dei pochi cd che non mi stanco di ascoltare.

(GIPSYKINGS)."

 

ALIAS, IL MANIFESTO (9 aprile 2011) – Luca Gricinella

"Luca Swanz Andriolo e Roberto Abis hanno fondato i Dead Cat in a Bag e a loro col tempo si sono aggiunti Luca Iofrida, Andrea Bertola e Ivan Bert. La loro musica si muove tra folk-blues, caffè & sigarette, distillati balcanici e messicani e richiama a più riprese lo spirito dei cantautori «maledetti» o dalla vita vissuta (ma quelli in giacca e camicia, per intenderci). Lost Bags è un esordio che più di altre volte non arriva dal nulla, visto che i nostri, per citare la parte più a effetto della loro storia, hanno aperto concerti per artisti come Hugo Race e Bonnie Prince Billy e hanno coinvolto nel progetto, tra gli altri, Cesare Basile e Liam McKahey dei Cousteau. Come il nome i testi sono in inglese ma qua e là affiora un pathos italiano (vedi I Can't Row no More). Da vedere dal vivo."

 

RUMORE (maggio 2011) – Rossano Lo Mele (voto 6/10)

"C'è differenza tra l'essere un gruppo locale e scimmiottare uno stile e invece esserne pervasi. Così come gli ottimi Green Like July, i Dead Cat In A Bag sembrano aver vissuto tra la sabbia desertica di un certo rock americano. Italiani, ma dentro la borsa, oltre al gatto defunto che gli dà il nome, devono aver infilato anche qualche manciata di dischi. Tiriamo a caso: Tom Waits, soprattutto, Calexico, a tratti, 16 Horsepower, Sparklehorse e Hugo Race, per completare. La materia è ben controllata, semmai l'unico appunto (oltre alla pronuncia) sta nel fatto che con questi mezzi in futuro sarebbe interessante sentirli lavorare alla definizione di una personalità più personale. Ma canzoni come Zbohom (tra David Sylvian e Yann Tiersen versione Amelie) non si sentono tutti i giorni. Buona chiusa per un buon esordio."

 

IL MUCCHIO (maggio 2011) – Federico Guglielmi

"Un gran bel ritorno in pista, dopo alcuni anni di pausa, per la gloriosa Viceversa di Catania: il primo album dei Dead Cat in a Bag, nati come duo di folk deviato e poi evolutisi in una compagine assai più ampia, è uno di quei dischi che difficilmente lasciano indifferenti, vuoi per la voce cavernosa di Luca Andriolo, vuoi per la particolarità di musiche ben poco solari e parecchio cinematografiche nelle quali confluiscono strumenti acustici, elettrici, elettronici e trovati per caso. Le basi rimangono folk/blues, ma le varie contaminazioni – con il Messico, con i Balcani, con chissà quale terra che non esiste – collocano l'ensemble torinese in una twilight zone dove vagano, inquieti, gli spiriti di Tom Waits e Giant Sand, Nick Cave e Black Heart Procession, Calexico e Will Oldham, Vinicio Capossela e Bachi da Pietra. Il tutto accompagnato da una confezione in bianco/nero altrettanto suggestiva, che odora di polvere e amplifica gli echi di un passato impresso più nel dna che nella memoria."

 

ROLLING STONE MAGAZINE (7 marzo 2011)

"L'album di esordio di Dead Cat in a Bag Lost Bags (Viceversa Records/Halidon, www.viceversarecords.com) uscirà il 15 marzo 2011. Prima duo intimista, poi progetto allargato, i Dead Cat in a Bag si rifanno alla scuola del cantautorato, lasciandosi coinvolgere nella composizione di colonne sonore per spettacoli di prosa e danza. Prodotto da Marcello Caudullo alla Zen Arcade di Catania, partendo da registrazioni precedenti realizzate in proprio a Torino, Lost Bags è un percorso di confessione sincera e tradizione folk-blues, sospeso tra brividi dell'Est e ardori messicani. Durante la registrazione il numero di ospiti e collaboratori è cresciuto, i DCiaB hanno aperto i concerti di Hugo Race e Bonnie Prince Billy e hanno registrato un brano per il tributo della 42 Records agli Smashing Pumpkins." Link: www.rollingstonemagazine.it/musica/streaming/lost-bags/35135

 

SENTIREASCOLTARE (numero 78, aprile 2011) – Stefano Solventi (voto 7.4/10)

"In origine erano un duo folk con spiccata attitudine per i minimi termini. Col tempo i Dead Cat In A Bag sono diventati un'accolita di musicisti con le coordinate sperse da qualche parte tra messico, balcani e certi non luoghi universali quali bettole fumose ed interni senza sbocco [...]". 
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ROCKAMBULA – Paolo Pavone (voto 4/5)

"L'ambientazione è una polverosa casa abbandonata ai piedi del deserto, dove il pavimento cigola ad ogni passo e il fumo delle sigarette ha impregnato pareti e tendaggi fatiscenti. La musica arriva, tremando, da Lost Bags, album d'esordio dei Dead Cat in a Bag. Il folk, misto ad un assaggio di blues, incorniciano questo disco, esaltando un riverbero di dannazione e tormento che è, in toto, la dimensione sprigionata da questo lavoro. L'impostazione vocale si affianca alle corde di Tom Waits, i suoni, affabili e corposi, iniettano sentori folcloristici ruvidi e struggenti. Un livello introspettivo che ha picchi considerevoli grazie anche a liriche pungenti che cantano l'oblio di amori appassiti e che, infine, muoiono. Sonorità che si arricchiscono ad ogni pezzo, completando un quadro che ha in sé diverse ambientazioni con atteggiamenti che rimandano a Nick Cave racchiusi in un corpo "gitano" alla Bertrand Cantat. Un esordio dai sapori forti e dai mille scenari nei quali è facile perdersi, ma non stuccarsi." Link: www.rockambula.com/recensione.php?review_id=1176

 

CENTRO MUSICA CREMONA / CANTIERE SONORO – Elmo

"Uscirà a marzo per Vicerversa e distribuito da Halidon l'esordio dei Dead Cat in a Bag. Nati come duo intimista, post folk, il gruppo si è allargato fino ad avere 8 membri all'attivo. Rendendo lo stile sempre più complesso e studiato. L'influenza predominante è cantautorale folk, alla Tom Waits, Nick Cave e perchè no, anche Johnny Cash, nelle voci profonde, molto country. Oltre ai pezzi canonici di folk acustico (The Gipsy Song) in Lost Bags possiamo trovare anche qualcosa dalle atmosfere più oscure, con una punta di psichedelia e di esplosione noise che non guasta mai (A Rose And a Knife). L'album ci porta in un mondo di ballate ubriache degne di una scena southern, o cinematografica western. La band vanta anche collaborazioni importanti con Liam McKahey, leader dei Cousteau."
Link: www.centromusicacremona.it/wordpress/?p=1262

 

L'ISOLA CHE NON C'ERA – Simonetta Tocchetti

"Musica per immagini, Calexico e Nick Cave a piene mani. I Dead Cat in a Bag vengono da un'esperienza di composizione di colonne sonore per spettacoli di prosa e danza: matrice e peccato originale tradotti in songwriting in questo che è il loro primo album. Struggente, a volta graffiante, Lost Bags si compone di 14 brani intimisti su trame folk-blues, echi di musica balcanica e ritmi mexican. 
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MPNEWS – Massimo Sannella (voto 8/10)

"Anche il fradicio di uno scartamento ridotto di una ferrovia per l'Est ha il suo fascino, come pure il dolore dell'alcool come meditazione sconsolata o l'autismo di un filamento Brechtiano possono rendere giustizia alla goduria cupa, esistenzialista e leggendaria, formidabile pendant tra Weil e il limo di un Mississippi visto da un bordello intimo polacco [...]".
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NERDSATTACK – Emanuele Tamagnini

"Cupo e tenebroso, incavato e a tratti tetro, fitto e denso. Così si presenta Lost Bags dei torinesi Dead Cat in a Bag. Un album di folk straziato, di blues sfregiato, di fumi soffocanti rappresentati dalla cavernosa voce di Luca Andriolo che riporta necessariamente alla strana coppia Nick Cave-Tom Waits. Ecco dove è di casa la ragion d'essere di quest'opera, perfettamente eseguita, superbamente prodotta, a cui partecipano anche Cesare Basile, Massimo Ferrarotto (Feldmann) e Liam McKahey dei Cousteau, ma che per la troppa referenzialità (a tratti davvero invadente) pecca purtroppo di personalità. Dettaglio non da poco che lascia i DCiaB in un meraviglioso limbo limaccioso dal quale si può scegliere di emergere o nel quale si può scegliere di rimanere."
Link: www.nerdsattack.net/?p=25095

 

ROCKOL (IN VETRINA) – Ercole Gentile

"I Dead Cat In A Bag sono una formazione torinese, nata come duo, ed ora composta da ben cinque elementi. Dopo un brano prestato ad una compilation tributo agli Smashing Pumpkins, la band esordisce ora sulla lunga distanza con Lost Bags, un lavoro nato all'ombra della Mole, ma registrato in quel di Catania. Il disco include quattordici brani in bilico tra folk, roots-rock e cantautorato, episodi nei quali si alternano atmosfere oscure alla Nick Cave e Tom Waits e immaginari western influenzati da Giant Sand e Calexico. Da segnalare importanti partecipazioni come quelle di Massimo Ferrarotto dei Feldmann, Cesare Basile e l'ex cantante dei disciolti Costeau Liam McCahey. I Dead Cat In A Bag suonano una notevole varietà di strumenti: dobro, lap steel, banjo, mandolino, bouzouki, vibrafono, organo, violino, tromba, flicorno, contrabbasso, armonica, melodica, melodeon, concertina, harmonium, fisarmonica ed altri ancora."
Link: www.rockol.it/vetrina-7125/Dead-Cat-in-a-Bag-LOST-BAGS

 

SANDS-ZINE – Alberto Carozzi

"Disco di solitudine notturna, l'esordio dei Dead Cat In A Bag promuove una dignitosa rilettura di quel cantautorato fatto di compiaciuta decadenza, che pur avendo già detto molto, sembra non soffrire particolari sindromi anacronistiche. Va bene oggi come poteva andar bene trent'anni fa, o cinquant'anni fa, o come andrà bene anche fra ottant'anni [...]". 
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HATE TV – Marco Scaltriti

"Una piccola bottega, l'insegna così come è stata progettata nei primi del 900, che scatena le invidie degli antiquari più attenti; una piccola sedia di paglia sul marciapiede e in ogni lato altre botteghe, drogherie, artigiani, artisti e qualche portone. Entro. [...]" 
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STORIA DELLA MUSICA – Giorgio Zito (voto 7/10)

"Disco d'esordio per artisti dal passato recente piuttosto impegnativo, visto che hanno aperto i concerti per colleghi quali Bonnie Prince Billy e Hugo Race, oltre ad avere tra gli ospiti del disco Liam McKahey dei Cousteau. Nati come duo e diventati velocemente un quintetto, i Dead Cat In A Bag si presentano con un disco intenso, ottimamente suonato, e molto vario, in cui i testi e le musiche partecipano alla pari alla riuscita del lavoro. [...]"
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ROCKSHOCK – Massimo Garofalo (voto 4/5)

"Partiti come un duo, mano a mano allargatisi fino a presentarsi sul palco in sette, i Dead Cat in a Bag arrivano finalmente all'esordio sulla lunga distanza con questo Lost Bags. Quattordici acquerelli persi tra un indie-folk che guarda verso i balcani e, allo stesso tempo, ai mariachi messicani. Detta così potrebbe quasi stonare, ma il risultato è qualcosa di davvero unico ed emozionante. Le loro ballate farebbero la loro bella figura nel repertorio dei Giant Sands, ma la memoria fila dritto anche ai Calexico, mentre le deviazioni sghembe di brani come Gipsy Song o Wither ci rimandano a Yann Tiersen, mentre il cantato non può non evocare Nick Cave. Non un minestrone, quello dei Dead Cat in a Bag, ma una specie di summa di tutto ciò che di buono l'art-folk ci ha dato fino ad ora, condito di una strumentazione acustica tanto varia da produrre un sound in grado di non annoiare mai l'ascoltatore, ma anzi di stupirlo e cullarlo verso lidi lontani magari solo immaginati, ma anche e soprattutto di suscitare emozioni vicine allo stato d'animo di ognuno di noi. Cesare Basile e Liam McKahey (dei compianti Cousteau) si fanno complici di questa meraviglia."
Link: www.rockshock.it/recensione-dead-cat-in-a-bag-lost-bags/

 

ROCKACTION – Giuseppe Celano (voto 7,5/10)

"L'album Lost Bags, esordio di Dead Cat In A Bag, è uscito il 15 marzo 2011. Anche se con un leggerissimo ritardo non potevamo esimerci dal recensire questa perla approcciandoci a questo duo, di matrice blues, che sembra perfetto per colonne sonore scheletriche e spartane. Il disco realizzato a Torino, e prodotto da Marcello Caudullo, è intimo e sincero. L'incipit iniziale muove da poche note appena accennate su cui la voce, raddoppiata dal cameo di Liam McKahey (ex Cousteau), di Luca Swanz Andriolo, accarezza l'animo di chi ascolta. [...]"
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SALTINARIA – Giuseppe Bianco (voto 8/10)

"Lost Bags è solo il disco d'esordio dei torinesi Dead Cat In A Bag, ma è già storia, poiché attinge al passato ma è già futuro: è il classico lavoro che crea lo spartiacque fra un prima e un dopo! Ecco, in Italia gruppi come i Dead Cat In A Bag alzano il livello della qualità in modo esponenziale. [...]"
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INDIE-EYE – Denis Prinzio

"Musica intensamente spirituale, quella dei Dead Cat in a Bag, che con Lost Bags danno prova di possedere uno spessore artistico da primi della classe: e quando la classe è composta da gente come Tom Waits, Nick Cave, Tindersticks, Bonnie Prince Billy, capite subito che la faccenda è tremendamente seria. [...]"
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LA SCENA – Johnny Cantamessa

"Quello che penso io, è che ci vorrebbero più dischi così. I Dead Cat In A Bag in quattordici tracce riportano in vita i suoni dell'America cantautorale che si macchia di un'inquietante aurea di oscuro. Le loro radici prendono forma in un duo folk, che per forza di cose si evolve fortunatamente in un progetto allargato che arriva a contare nel suo ensemble cinque elementi. E' un disco polveroso, che sa di strada e scarpe logore: lamenti, urla e lo spirito del vecchio folk-blues che ne saturano i solchi. I DCIAB provengono da luoghi immaginari, indefiniti tanto nello spazio quanto nel tempo. [...]"
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PAPER STREET - Nicola Orlandino (voto 8,75/10)

"Non è facile descrivere un disco del genere perché ogni parola spesa non renderebbe la bellezza di questo disco. Siamo di fronte non solo al miglior disco italiano dell'anno (e chi si aspettava che ci sarebbe stato un album che mi avrebbe preso più di Wow dei Verdena), ma ad uno dei migliori in assoluto dell'anno insieme a quelli di Wire ed Anna Calvi. [...]"
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GLASSHOUSE – Osso (Voto 6,5/10)

"Sembra chiaro che il duo composto da Luca Andriolo e Roberto Abis coltivi una vecchia passione per il nostro adorato Tom Waits: le liriche, il cantato, i suoni di sottofondo che accompagnano perlopiù la voce sono di chiara ispirazione. Appassionante l'intero disco che, seppur pecchi di una registrazione scarna e da curare, mostra sicuramente buone idee e una voglia di fare musica significativa, che susciti nell'ascoltatore qualcosa oltre il puro piacere nei confronti di canzoni che hanno una certa maturità. Magari una tracklist più asciutta per il successivo disco e un lavoro maggiore di post-produzione li aiuteranno a farsi notare, lo meritano."
Link: http://glasshouse.splinder.com/tag/dead+cat+in+a+bag

 

XTM – Martina Consoli

"Trovarsi tra le mani un disco che incorpora al suo interno svariati stili è sempre una sorpresa ben accolta perché la musica è un linguaggio universale, non importa il genere specifico, ciò che conta sono le emozioni che riesce a trasmetterci. Lost Bags, album di debutto dei Dead Cat In A Bag, è un tripudio di suoni incastonati l'un con l'altro in cui si incontrano tradizioni e culture differenti: folk, blues, jazz e canzone popolare. [...]"
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THE SHIP MAGAZINE - Leopoldo Sorbo (voto 8/10)

"Per apprezzare questo disco bisogna scomporlo. Partiamo dall'alto verso il basso, musiche e arrangiamento: premettendo le chiare ascendenze dei vari Waits, Lanegan e Cave, per quanto riguarda la parte alternative rock spuntano anche influenze figlie di Bregovic e di una cultura musicale balcanica per quanto riguarda la parte folk-blues che trovo fantastiche, magiche. A mio parere sta qui il vero colpo di genio di questo duo evolutosi in quintetto: aver avuto la grandissima abilità di riuscire a fondere il tutto in un unico suono. Perfette per uno spettacolo teatrale o meglio ancora per un cinema targato Akin o Kusturica e per questo il mio voto è 10. Questo anche a difesa della grande tradizione e capacità nostrana di riuscire ad accompagnare l'ottima musica al grande cinema. Passiamo ai testi che trovo fini e molto curati in sintonia con l'atmosfera creata dalle musiche con la capacità di riuscire a svagarti, viaggiare e sognare, il mio voto qui è 7.5. Arriviamo a quella che forse è l'unica nota stonata, se così si può dire, di questo lavoro altresì perfetto: la voce, sotto l'aspetto strumentale e non tecnico. In alcuni brani più lenti come Wasteground of Your Lips e Whiter non la trovo fluida, scorrevole a differenza di brani più veloci e trasportanti come The Stow-Away Song. Nel complesso un ottimo cd. Merita l'ascolto e non uno solo!"
Link: www.theshipmagazine.it/S/?I=101

 

MESCALINA – Gianni Zuretti

"Ho scelto di recensire questo album dopo che ne hanno parlato praticamente tutti, è stata una scelta consapevole poiché non volevo (presuntuosamente) offrire ad alcuno punti di riferimento in quanto confesso di essere di parte poiché coinvolto emotivamente in questo progetto che in qualche modo ho visto nascere ed assestarsi day by day; ora, che ha riscosso unanimi consensi, mi piace dire la mia, cercando di mantenere il mio giudizio originale, senza farmi io stesso condizionare da tutto ciò che ho letto. [...]"
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AUDIODROME – Giampaolo Cristofaro

"I bagagli sono i più fedeli compagni di viaggio. Magari si parte senza mete particolari e ci si porta dietro giusto il necessario. Magari si scopre che proprio il necessario è veramente ciò di cui si ha bisogno sul serio. Nel frattempo, poi, si aggregano altri compari di ventura e l'umanità "funziona" come dovrebbe sempre. A Lost Bags i Dead Cat In A Bag ci sono arrivati partendo in due, con pezzi di folk lo-fi registrati in proprio a Torino. [...]"
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USTATION - Riccardo Marra

"Storie di gatti e valigie smarrite"
Nati a Catania, ma diventati internazionali (dai Balcani al Messico), i Dead Cat in a Bag pubblicano il disco Lost Bags: un viaggio nel doppiofondo di una valigia chiamata notte.
Che suono ha l'oscurità? Quali sono i suoi canti? C'è un non-so-che di dark nei Dead Cat in a Bag, a partire dal loro nome così noir e pulp da richiamare un fumetto di Frank Miller o magari qualche scritto di Edgar Allan Poe. [...]"
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ROCKIT – Andrea Costantini

"C'è tanta classe in questo esordio dei Dead Cat In A Bag. Lost Bags è una breve antologia di canzoni raffinate, spesso oscure, a volte più radiose, marcate dalla voce roca di Luca Swanz Andriolo e dall'accompagnamento di molti validi musicisti, tra cui gli ospiti Cesare Basile e Liam McKahey, voce dei Cousteau. [...]"
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BEAUTIFUL FREAKS n° 39 – Antonio Carossi

"Nella mia città, c'è una scalinata che dà sul mare. Una specie di finestra verso l'infinito dove proiettare i propri pensieri. Stamattina il vento veniva da terra, e seduto lì avrei dato avrei dato ai miei pensieri la giusta spinta per andare lontano. Ho voluto dare questo incipit come se stessi cominciando un libro a questo mio "compito per l'estate" di ascoltare un po' di dischi e poi dare al capo entro la giusta data, un po' come facevo a scuola quando ero ragazzino. [...]"
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STORDISCO – Michele Montagano

"C'è poco da scherzare e molto da riflettere nell'esordio dei Dead Cat In a Bag. Li avevamo visti alle prese con In the Arms of Sleep nel tributo a Mellon Collie and the Infinite Sadness allestito dalla 42 Records e ora il duo alt folk, allargatosi, è mutato in progetto vero e proprio. Con una cura maniacale dei particolari seppur così scarni e volutamente coperti da un senso di abbandono, Lost Bags si pone come sospensione nel tempo, in bilico tra sogno e allucinazione, immerso in una fumosa nube di nicotina ad avvolgere un decadente ambiente da umore smorto. [...]"
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SALAPROVE (RBE) – Denis Caffarel

"I torinesi Dead Cat In A Bag esordiscono con un album che fotografa l'attuale stile musicale della band, fortemente impregnato di profumi teatrali e atmosfere malinconiche, che toccano tutti i continenti. I Dead Cat In A Bag si sviluppano intorno a un primo nucleo che poi, per esigenze strutturali e musicali, si è allargato fino a comprendere sette elementi che soprattutto durante le esibizioni live sanno esprimere il meglio del sound della band. Proprio lo stile musicale è un segno altamente distintivo della band. Ci sono sonorità da tutto il mondo, reinterpretate e riviste come in un vecchio e polveroso album di fotografie, un diario dimenticato in fondo all'armadio. Le fanfare mediterranee rincorrono il country americano, che si scontra con i ritmi balcanici che accompagnano i cantautorati italiani e francesi, in un tappeto sonoro continuo, sempre in bilico tra canzone vera e propria e colonna sonora, ambiente nel quale i Dead Cat In A Bag si sono formati. Lost Bags è un album intenso, sentito, malinconico e serio, ma non serioso. La musica dei Dead Cat In A Bag è in grado di essere ironica e di ridere di sé stessa, pur conservando quella agrodolce sensazione di sospensione nello spazioe nel tempo, nel ricordo un po' sbiadito. Una musica ispirata e intensa, fortemente evocativa, che può smuovere molte emozioni in pochi istanti."
Link: http://rbe.it/salaprove/2011/10/12/intervista-ai-dead-cat-in-a-bag/

 

OUTSIDERS – Lorenzo Giannetti

"Il whiskey di Tom Waits, le sigarette di Paolo Conte, una cascina abbandonata in cui rintanarsi come gatti randagi. Immersi nel torpore di quell'angolo di mondo, riscaldati dal solo alcool e col sapore di tabacco ancora sul palato, divorare letteratura Americana, lasciandosi trasportare dal soffio del vento sotto i portici dei casolari affollati unicamente dalle note di un bluesman ottuagenario fino alle immense praterie del Kansas. [...]"
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INTERVISTE:

 

ROCKAMBULA – Paolo Pavone

"I Dead Cat in a Bag hanno da poco pubblicato Lost Bags, un album dai sapori sabbiosi e incupiti da tensioni introspettive che rappresentano poi l'essenza principale del disco. Un salto nella loro "valigia" per scoprire un po' più da vicino la loro natura. Iniziamo.
- Ciao Ragazzi, per prima cosa presentatevi ai lettori di Rockambula.
Il nucleo iniziale era composto dal sottoscritto Luca Swanz Andriolo alla voce e al banjo e Roberto Abis a tutto il resto. Ora il progetto comprende in pianta stabile Luca Iorfida (tastiere assortite, bouzouki, contrabbasso, fisarmonica) e Andrea Bertola (violino), Ivan Bert ai fiati e la nostra divisione sudista formata da Marcello Caudullo, Enzo Velotto e Alessandro Falzone, che completano la formazione elettrica con chitarra, batteria e basso. E pare che siano prossimi ad essere precettati e arruolati anche Carlo Barbagallo e un certo Scardanelli (con il quale lavoro in uno spettacolo), entrambi polistrumentisti. [...]
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IL MUCCHIO (Fuori dal Mucchio) – Alessandro Besselva Averame

"I torinesi Dead Cat In A Bag hanno creato un album d'esordio, Lost Bags (Viceversa), carico di suggestioni "di frontiera" e caratterizzato da un songwriting e da un suono piuttosto originali. Ne abbiamo parlato con il nucleo creativo del progetto, Luca "Swanz" Andriolo e Roberto Abis.
- I Dead Cat In A Bag sono nati come duo dalla strumentazione minima, diventando col tempo un ensemble allargato a vari strumentisti e ospiti. Ci puoi raccontare in breve questo percorso evolutivo?
I Dead Cat in A Bag nascono come divertissement in un momento di stagnazione di altri progetti musicali. Entrambi volevamo ritrovare il gusto e il piacere di creare, senza particolari limiti. "Wasteground Of Your Lips" è nata così, in appena otto ore in studio. Il risultato ci ha stupito e soddisfatto al punto di decidere di investire in un personalissimo e ultra-casalingo studio di registrazione (il Junkyard Moon Studio), dove gran parte del materiale finito su "Lost Bags" è stato registrato. Naturalmente, alla crescita musicale è corrisposto un allargamento del numero di musicisti (e di strumenti) coinvolti. Luca Iorfida (piano, fisarmonica, vibrafono) e Andrea Bertola (violino) sono elementi fissi, ma si sono appena aggiunti altri personaggi interessanti... [...]
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SALTINARIA – Giuseppe Bianco

Pochi gruppi in Italia come i Dead Cat In A Bag sono riusciti a mettere d'accordo un po' tutta la critica specializzata; la parola d'ordine è Blues, quello vero, sudato e strascicato dell'America profonda. Lost Bags apre una nuova pagina nella scena italiana e per questo abbiamo deciso di fare due chiacchiere con i padri fondatori di questa miscela insolita dalle nostre parti. Hanno risposto alle nostre domande Luca Andriolo e Roberto Abis.
- Lost Bags è uno dei dischi sorpresa del 2011; se si aggiunge che è un esordio, la cosa si fa più intrigante, il fascino aumenta e la curiosità trasborda: ve lo aspettavate?
Luca: Sinceramente, no. Non lo speravamo nemmeno. In verità già riuscire a pubblicare il disco ha superato le nostre aspettative... e l'accoglienza, poi, è stata davvero inaspettata. [...]"
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LA SCENA – Johnny Cantamessa

"I suoni eleganti e stridenti dei Dead Cat in a Bag, mischiati ai chiaroscuri di una voce baritona, danno vita ad un sound avvolgente, figlio di violini demoniaci e scarpe insabbiate, erede della storia scritta da Tom Waits e Juke Baritone, ma che guarda anche al teatro e al cinema più estremo. Ho incontrato virtualmente Luca Andriolo, voce chitarrista e molto altro nei DCIAB e questo è quello che ci siamo detti.
- Chi sono i Dead Cat in a bag?
Luca: Siamo nati come duo del tempo perso. Io e Roberto, in momentaneo stallo dei rispettivi progetti musicali, ci siamo trovati per registrare qualche canzone. Avevamo già suonato nello stesso gruppo, che è poi lo stesso progetto che io porto avanti fin da quando un mio compagno di liceo mi ha detto che avrei potuto provare a scrivere canzoni (lui è stato il primo chitarrista della prima band...E una canzone di quei tempi la suoniamo ancora adesso, il che significa che ero vecchio anzitempo, probabilmente). Poi le cose si sono evolute, abbiamo trovato altri compagni di viaggio come il polistrumentista Luca Iorfida, il violinista Andrea Bertola, il trombettista Ivan Bert, Diego Mancanura alla batteria e Antonello Eloise alle tastiere (ora salpati per altri lidi)...Ed ora abbiamo da poco arruolato un fisarmonicista pazzo che si fa chiamare Scardanelli. Di questi tempi il "gruppo" non esiste più: siamo nell'epoca del "progetto". E per noi va bene così. [...]"
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WIPLE

"DEAD CAT IN A BAG: DEFINITI POLIMORFI E MULTIFORMI..
Ci sono personaggi molto famosi con poco talento e personaggi talentuosi con poca fama, perché il mercato ha delle regole peculiari. Per fortuna c'è anche chi ha fatto la propria fortuna col talento...
- Chi siete?
Un duo dentro un quintetto che sconfina nel progetto allargato. Ci hanno definiti polimorfi e multiformi e ci ha fatto piacere. Il nucleo iniziale, composto da Luca Swanz Andriolo e Roberto Abis, si accompagna quasi stabilmente ad Andrea Bertola, Luca Iorfida, Daniele DeLuca in arte Scardanelli, David Proietto. Ma le collaborazioni sono tante. [...]"
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Dead cat in a Bag